I controlli della polizia
Pavia, 18 luglio 2026
(Andrea Biraghi) Una ragazza di 17 anni residente al limitare con il lodigiano è stata arrestata dalla polizia con l’accusa di partecipazione ad associazione con finalità di terrorismo internazionale. Il giudice per le indagini preliminari del tribunale per i minorenni di Milano ha disposto il suo collocamento in comunità.
L’indagine è partita dal monitoraggio degli ambienti jihadisti sul web. Gli investigatori hanno individuato un profilo registrato attraverso una numerazione virtuale e attivo in quattro gruppi riservati, accessibili soltanto su invito e schierati a sostegno dello Stato Islamico. Nelle chat venivano diffusi contenuti di propaganda e reclutamento, incitazioni al martirio e manuali per costruire artigianalmente armi ed esplosivi.
Gli accertamenti informatici e i servizi di osservazione avrebbero permesso di ricondurre il profilo alla minorenne. Durante la perquisizione sono stati sequestrati diversi dispositivi elettronici, nei quali sarebbero stati trovati numerosi file di propaganda dell’Isis e documentazione tecnica relativa alla preparazione di ordigni, comprese le istruzioni per realizzare una cintura esplosiva. Non risulta però che un ordigno fosse già stato costruito.
Gli investigatori avrebbero inoltre recuperato alcune conversazioni con coetanei italiani e stranieri, alcuni dei quali ritenuti vicini allo Stato Islamico.
Nelle chat la ragazza avrebbe condiviso materiale propagandistico e manifestato più volte la volontà di morire "in nome di Allah".
Secondo la procura, gli elementi raccolti indicherebbero un percorso di radicalizzazione avanzato e il rischio di una possibile attivazione violenta. Da qui la richiesta della misura cautelare, accolta dal giudice ed eseguita venerdì mattina.
L’inchiesta è stata condotta dal Centro operativo per la sicurezza cibernetica dell’Umbria e dalle Digos di Perugia e Milano. Al momento non sono emersi un obiettivo preciso, un attentato già pianificato o un luogo che la giovane intendesse colpire.