Lodi Vecchio, 01 giugno 2026

(Francesco Carrubba) Per una pace disarmata e disarmante. Nel pomeriggio di oggi un corteo silenzioso parte dall'Università di Lodi, lungo la pista ciclabile, e il corteo fratello inizia dalla piazza e dalla parrocchia per attraversare Lodi Vecchio con la lunga bandiera della pace del 25 aprile. Si incontrano alla Basilica di San Bassiano, dove Don Pierluigi Bolzoni accoglie tutti, insieme a Don Matteo Vailati Facchini. Tra i partecipanti, decine di cittadini lodigiani, il sindaco di Lodi Andrea Furegato, la consigliera regionale Roberta Vallacchi, il sindaco di Lodi Vecchio Osvaldo Felissari e la vicesindaca Elena Voltan, assessori e consiglieri.

"La guerra purtroppo c'è sempre stata e ci sarà sempre, ma fare iniziative come questa marcia della pace serve per ricollocare noi dalla parte giusta. L'unica risposta all'odio è non odiare", dichiara Don Pierluigi citando Etty Hillesum, scrittrice olandese ebrea vittima dell'Olocausto. Poi il benvenuto di Luigi Galmozzi, presidente del Meic - Movimento Ecclesiale di Impegno Culturale: "Siamo qui per chiedere la pace nel mondo intero".

Inizia così l'esibizione di Fadi Jebaily, pianista siriano fuggito dalla guerra e accolto su richiesta del Meic con il sostegno dei due comuni di Lodi e Lodi Vecchio, grazie ai quali è arrivato il visto: i suoi intensi brani strumentali sono intervallati dalle letture di Enrica Gioia. Il Maestro vive a Borghetto Lodigiano: al termine, prima dell'ultima musica composta pochi giorni fa e intitolata Città della Pace, ha offerto la sua testimonianza sulla sua vita in una Siria in guerra, sulla decisione di lasciare il suo Paese e sul suo arrivo in Italia.

Hanno aderito all'iniziativa Anpi, Arci, Aido, Agesci di Sant'Angelo, Legambiente, Aned, Ilsreco, Umanità Lodigiana, Lodivecchio Solidale, le parrocchie di Salerano, Borgo San Giovanni, Pieve Fissiraga, Boffalora d'Adda, San Colombano al Lambro e Campagna, San Martino in Strada e Ossago, Tavazzano, Mairano.