Lodi News - Milano - Sanità privata e Rsa, la protesta La protesta, anche lodigiana, a Milano

Milano, 14 aprile 2026

C'erano anche lavoratori e rappresentanti sindacali lodigiani, ieri mattina alla mobilitazione regionale davanti alla Prefettura di Milano. Tra i presenti, il segretario generale della Fp Cgil Lodi Guido Scarpino, insieme ad Anna Maria Laguardia e Valentina Amante, delegate rappresentanti sindacali aziendali della Rsa Laus di Lodi Vecchio, e Teresa Pizzimenti, coordinatrice Rsu al Fatebenefratelli di San Colombano al Lambro.

"Largo 11 Settembre è diventato il cuore della protesta dei lavoratori della sanità privata e delle Residenze Sanitarie Assistenziali (RSA) della Lombardia. Sotto le finestre della Prefettura, gli operatori si sono riuniti in un presidio regionale indetto unitariamente da: Funzione Pubblica delle tre sigle sindacali di Cgil Cisl e Uil della Lombardia - spiegano - Il malcontento è palpabile e i numeri riportati sui manifesti parlano chiaro, ci sono settori che aspettano il rinnovo del contratto collettivo da 14 anni. Una situazione definita 'insostenibile' dai sindacati, che denunciano un paradosso tutto italiano. A parità di lavoro e responsabilità , rispetto ai colleghi del pubblico impiego, i lavoratori del privato percepiscono salari inferiori e affrontano turni sempre più gravosi a causa della cronica carenza di personale".

"'Stesso lavoro, meno salario. Così non si tiene in piedi la cura', recita uno dei principali slogan della giornata - continuano - Il presidio di ieri rappresenta una tappa fondamentale nel percorso di mobilitazione verso lo sciopero nazionale del prossimo 17 aprile. La richiesta rivolta alle associazioni datoriali e alle istituzioni è univoca: il rinnovo immediato dei contratti per restituire dignità economica e professionale a chi, ogni giorno, assiste i cittadini più fragili".

I lavoratori quindi chiedono di provvedere all'adeguamento salariale con il recupero del potere d'acquisto perso in oltre un decennio di blocco contrattuale, alla carenza degli organici con nuove assunzioni per alleggerire turni definiti "massacranti" e alla qualità del servizio nella convinzione che "la qualità dell'assistenza passi inevitabilmente attraverso il benessere di chi lavora".

"Il presidio di Milano si è concluso con la determinazione dei delegati a proseguire la lotta: la sanità, che sia pubblica o privata convenzionata, deve garantire diritti uguali per tutti i lavoratori", affermano.