Lodi News - Lodi - Uno studente su cinque non ha la cittadinanza italiana Immagine generata, Studenti

Lodi, 23 settembre 2026

(Andrea Biraghi) Quasi uno studente su cinque nelle scuole primarie e secondarie del Lodigiano non ha la cittadinanza italiana. Sono 4848 ragazzi su 25.366, il 19,1% della popolazione scolastica considerata. Un dato che porta il territorio direttamente dentro il dibattito sul tetto del 30% annunciato dal Governo per la composizione delle classi.

I numeri dell’Ufficio scolastico provinciale, riportati nel Piano di Zona dell’Ambito di Lodi, mostrano differenze significative tra i diversi ordini. Nell’anno scolastico 2023/24 gli alunni senza cittadinanza italiana erano 2057 su 9336 alle elementari, il 22%, 1498 su 6206 alle medie, il 24,1%, e 1293 su 9824 alle superiori, il 13,2%.

Il dato sulla cittadinanza, però, non coincide con quello sull’immigrazione recente né con la conoscenza dell’italiano. Un ragazzo nato e cresciuto nel Lodigiano può rientrare nelle statistiche degli alunni senza cittadinanza italiana anche se frequenta da sempre le scuole del territorio e parla perfettamente la lingua.

I dati ministeriali relativi all’anno scolastico 2022/23 aiutano a capire la distanza tra le due categorie. In provincia di Lodi risultavano 6412 alunni con cittadinanza non italiana, ma 4629 di loro erano nati in Italia, il 72,2%. Quasi tre su quattro. La quota saliva all’86,5% nella scuola dell’infanzia e al 74,6% nella primaria, mentre scendeva al 56,8% alle superiori.

La distinzione è centrale rispetto alla norma annunciata dal Governo. Il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara ha spiegato che il tetto del 30% dovrebbe riguardare gli studenti con una conoscenza insufficiente dell’italiano e non indistintamente tutti quelli senza cittadinanza italiana. Secondo quanto anticipato, dovrebbero essere esclusi dal conteggio gli studenti che hanno frequentato la scuola dell’infanzia o che hanno già svolto positivamente alcuni anni nella scuola italiana. Il testo definitivo è atteso in Consiglio dei ministri.

Per questo oggi non è possibile stabilire quanti studenti lodigiani saranno davvero interessati. Il limite dovrebbe inoltre essere applicato alla singola classe: una media provinciale o di istituto, da sola, non basta quindi a misurare l’impatto.

Il 30% non è comunque una soglia nuova. Una circolare ministeriale del 2010 prevedeva già che gli alunni con cittadinanza non italiana non superassero normalmente quella quota in ciascuna classe, lasciando spazio a deroghe e alla possibilità di innalzare il limite in presenza di adeguate competenze linguistiche. Il Governo punta ora a rendere il criterio più vincolante, affidando agli uffici scolastici territoriali il coordinamento degli eventuali spostamenti tra scuole.

Nel Lodigiano il tema è tutt’altro che marginale, soprattutto alle elementari e alle medie, dove gli studenti senza cittadinanza italiana superano il 20%. Ma per capire quante classi saranno realmente coinvolte bisognerà attendere i criteri definitivi e i dati sulla distribuzione degli studenti e sulle competenze linguistiche.