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Lodigiano, 17 settembre 2026
(Andrea Biraghi) Quasi 2,5 milioni di euro destinati a 25 Comuni del Lodigiano per aiutarli a sostenere i costi dell’assistenza ai minori allontanati dalle proprie famiglie su disposizione dell’autorità giudiziaria. Si tratta di spese che ricadono sui servizi sociali comunali, per esempio per l’accoglienza in comunità o in altre strutture protette.
I fondi arrivano da uno stanziamento nazionale creato proprio per alleggerire questo peso sui bilanci dei Comuni. Per il 2026 sono stati messi a disposizione complessivamente 250 milioni di euro: ai 100 milioni già previsti per quest’anno ne sono stati aggiunti altri 150.
La somma viene poi distribuita tra i Comuni che sostengono le spese più rilevanti per questi interventi. Gli importi vengono calcolati tenendo conto di quanto ciascun ente ha speso e dell’incidenza di questi costi sul proprio bilancio dei servizi sociali.
Nel Lodigiano la quota maggiore riguarda Lodi, con 1 milione 52mila 853 euro. Seguono Codogno con 485mila 658 euro, Sant’Angelo Lodigiano con 328mila 991 euro, Tavazzano con Villavesco con 130mila 115 euro e Maleo con 111mila 732 euro.
Nel riparto rientrano anche Cornegliano Laudense con 66mila 219 euro, Borgo San Giovanni con 61mila 350, Senna Lodigiana con 55mila 341, San Rocco al Porto con 45mila 475, Secugnago con 28mila 392, Santo Stefano Lodigiano con 26mila 351, Casalmaiocco con 23mila 466, Montanaso Lombardo con 22mila 782, Ospedaletto Lodigiano con 13mila 507, Merlino con 10mila 491, Lodi Vecchio con 7mila 180, Mulazzano con 5mila 687, Castiraga Vidardo con 5mila 489, Salerano sul Lambro con 5mila 407, Castiglione d’Adda con 4mila 715, Marudo con 4mila 552, Terranova dei Passerini con 1.992 euro, Cervignano d’Adda con 904 euro, Crespiatica con 124 euro e Casalpusterlengo con 101 euro.
Complessivamente, per i 25 Comuni lodigiani inseriti nel riparto, la cifra arriva a 2 milioni 498mila 885 euro.
Non si tratta quindi di risorse che i Comuni potranno utilizzare liberamente per altre opere o servizi, ma di fondi destinati a compensare almeno in parte una spesa sociale precisa già sostenuta dagli enti.
La tabella pubblicata da IFEL a inizio agosto viene ancora indicata come relativa ai dati ufficiosi del riparto 2026, in attesa del completamento dell’iter del provvedimento definitivo.