Montanaso Lombardo, 18 aprile 2026

(Andrea Biraghi) Cascine che non esistono più, corsi d’acqua scomparsi, paesaggi cambiati nel tempo. È da qui che parte “Silenzi narranti”, la mostra di Marino Cavalloni, ospitata a Montanaso e primo appuntamento del festival “Fluire”.

Cavalloni, originario del territorio, arriva a questa esposizione dopo un percorso lontano dai circuiti tradizionali. Autodidatta, ha lavorato a lungo come disegnatore tecnico, esperienza che si riflette nella precisione delle sue opere.

I lavori colpiscono per il tratto pulito e controllato, con un livello di dettaglio che li avvicina quasi alla fotografia. Non c’è ricerca dell’effetto, ma una costruzione lenta e paziente dell’immagine.

In questo senso, diventano quasi una macchina del tempo visiva: riportano a galla paesaggi e luoghi che oggi non esistono più.

È uno stile che richiama una dimensione di raccoglimento, quasi solitaria. Le scene sono ferme, silenziose, e chiedono tempo per essere osservate.

Il cuore della mostra è il territorio. Le opere raccontano ciò che è stato: cascine, alberi e corsi d’acqua scomparsi o trasformati. In assenza di un archivio fotografico strutturato, il lavoro assume anche un valore documentale, restituendo memoria a luoghi che rischiano di essere dimenticati.

La mostra ha attirato un pubblico trasversale, con visitatori di tutte le età e provenienti anche da Milano e Lodi.

L’esposizione entra ora nel suo ultimo fine settimana di apertura, ma – visto l’interesse registrato – gli organizzatori stanno valutando la possibilità di prolungarla anche al prossimo weekend.

Intanto sarà visitabile gratuitamente presso la chiesa sconsacrata di San Giorgio Martire, in piazza Corradi a Montanaso Lombardo, sabato dalle 16 alle 19 e domenica dalle 10 alle 12.30 e dalle 16 alle 19.