Lodi News - Lodi - Al Pronto Soccorso arriva il flussista La coordinatrice Eni Bardhi e il responsabile infermieristico Giorgio Milesi

Lodi, 24 marzo 2026

(Francesco Carrubba) Introdotte nuove figure al Pronto soccorso, dove gli accessi sono circa 60mila all’anno. L’Asst di Lodi infatti è impegnata da qualche tempo nella riorganizzazione dell’assetto assistenziale del Ps dell'ospedale maggiore.

La nuova coordinatrice della struttura, diretta da Stefano Paglia, è Eni Bardhi: da 10 anni professionista in questa area e formatrice regionale, in particolare, nell’ambito degli operatori di triage, è entrata ormai nel pieno del suo ruolo nelle ultime 4-5 settimane.

Inoltre è stata inserita la figura del flussista, un operatore infermieristico che aiuta nella gestione del flusso dei pazienti e contribuisce ad evitare criticità legate al sovraffollamento e all’accesso in Pronto Soccorso: è attivo da qualche settimana. Il professionista, formato ad hoc, è impegnato quotidianamente nella fascia oraria diurna: si prevede l’integrazione di un ulteriore addetto nelle prossime settimane.

“Il flussista - spiega Eni Bardhi, affiancata dal responsabile infermieristico di emergenza/urgenza dell’Asst Giorgio Milesi - ha anche l’obbiettivo di favorire e incrementare la presa in carico infermieristica”. Quest'ultima è regolata dai protocolli Ppci definiti da tre anni a questa parte per anticipare esami e indagine diagnostiche, che saranno poi refertati dal medico, ottimizzando i tempi di attesa per elettrocardiogrammi, prelievi ematochimici, esami di laboratorio, richieste radiografiche. Tutto ciò interessa soprattutto i pazienti che accedono al Pronto Soccorso per dolore toracico o addominale e traumi minori.

Sul totale dei pazienti che accedono in PS per dolore toracico, ad esempio, il 98% è oggetto di PPCI: l’80% di questi viene poi dimesso con una riduzione di 90 minuti della permanenza in Pronto Soccorso. Intanto l'Asst sta lavorando a nuovi progetti per ridurre - con procedure e tecnologie - tempi d'attesa e indagini impegnative come le Tac in caso di trauma cranico lieve.