Lodi, 24 marzo 2026
(Andrea Biraghi) Fuori il piazzale pieno di legno accatastato, dentro un’attività che andava avanti senza autorizzazioni. E, poco distante, un cane lasciato a vivere tra i propri escrementi.
È quello che si sono trovati davanti i carabinieri forestali di Lodi durante un controllo nella zona industriale alla periferia della città.
A insospettire i militari è stata la quantità di rottami in legno visibile già dall’esterno. Una volta entrati nel capannone, il quadro si è chiarito: circa 750 metri cubi di pallet, in parte già lavorati e in parte ancora da trattare, recuperati e rimessi in lavorazione senza alcuna autorizzazione.
Due operai erano al lavoro, intenti a piallare il legno. Sono risultati in nero. Il titolare, non iscritto alla Camera di Commercio, stava caricando un camion per la consegna.
L’attività, secondo quanto accertato, veniva svolta senza autorizzazioni ambientali e senza certificazioni sulla sicurezza del materiale trattato, che poteva quindi essere rimesso in circolazione senza garanzie.
Ma non era l’unica irregolarità. All’interno dello stesso stabile è stata individuata anche un’altra attività abusiva di recupero pallet e un’officina per la riparazione di mezzi pesanti, anch’essa priva di autorizzazioni.
Nel complesso, i carabinieri forestali hanno sequestrato due impianti di recupero, i materiali presenti, i rifiuti e le attrezzature utilizzate. Per i responsabili sono scattate denunce per violazioni ambientali e di pubblica sicurezza, oltre a sanzioni amministrative.
Durante il controllo è emersa anche un’altra situazione. In una cella frigorifera dismessa, all’interno del capannone, è stato trovato un cane in evidente stato di denutrizione, costretto a vivere tra i propri escrementi. L’animale è stato sequestrato con l’intervento del servizio veterinario e trasferito al canile comunale.