Lodi, 24 marzo 2026
(Andrea Biraghi) È a Lodi che Alberto Dossena cresce e inizia il suo percorso nel teatro. Tra audizioni difficili e lavori poco pagati, oggi è all’ottavo anno a Disneyland.
Nato a Lodi nel 1992, si avvicina al teatro già alle medie, alla Cazzulani, con un corso della scuola Luciano Pagetti. "Ho iniziato con un corso di teatro con la scuola Luciano Pagetti." Anche alle superiori continua a frequentare quell’ambiente, ma senza sentirlo davvero suo: a un certo punto smette, perché non si sente a proprio agio. In quinta al Bassi decide però di riprovarci, questa volta con il musical. A influenzarlo sono anche i suoi ascolti — musica italiana, pop, MTV — che fanno parte della sua formazione, insieme all’impatto di Wicked, visto dal vivo a Londra.
Da lì le esperienze iniziano a sommarsi: il musical scolastico di Peter Pan, poi l’incontro con Alberto Ferrari, che gli propone di entrare nella Compagnia dell’Ammiraglio, nata come realtà amatoriale ma importante per la sua crescita. Tra i 21 e i 22 anni iniziano le audizioni, mentre nel frattempo alterna il lavoro nei villaggi turistici a un altro tassello del suo percorso, quello nel coro Glik, gruppo in stile Glee attivo nel territorio milanese. "Il coro mi ha formato, ora lo faccio da 10 anni."
Il periodo in Italia è fatto di esperienze ma anche di difficoltà: le audizioni sono tante, spesso sparse in giro per il Paese e non sempre portano a qualcosa; si viaggia, si spende, e non è detto che ci sia un ritorno. Anche il lavoro, soprattutto all’inizio, può essere poco pagato o addirittura gratuito. Dossena continua comunque a muoversi, partecipando a Pinocchio, lavorando con realtà teatrali milanesi, portando in scena spettacoli come La Cesira Superstar e una versione de Il Vizietto, mentre collabora con l’agenzia All Crazy e continua a fare audizioni.
L’occasione decisiva arriva durante una stagione in Basilicata: partecipa a un’audizione a Roma per Disneyland e viene preso subito. "Mi hanno offerto un contratto subito." Da lì si apre una fase completamente diversa. Arrivato in Francia, si trova dentro una realtà composta da artisti provenienti da tutto il mondo, dove la lingua diventa subito il primo ostacolo. "Se non parli la lingua c’è la barriera." All’inizio parla solo inglese, mentre il francese, studiato alle superiori e non utilizzato per anni, è quasi sparito. "Avevo la base di francese tipo scuola, dopo 7 anni non mi ricordavo più la lingua." Eppure riesce a recuperarlo velocemente. "Non so come ho fatto, ho imparato velocemente." Lavora in un ambiente internazionale, composto da artisti provenienti da tutto il mondo. Nonostante le differenze, l’obiettivo resta lo stesso: portare in scena spettacoli ogni giorno. In questo contesto, per quello che ha visto lui, gli artisti italiani si distinguono per professionalità, anche se in Italia questo lavoro viene spesso poco considerato.
Il suo percorso dentro Disney va avanti: per cinque anni prende parte a parate e spettacoli che cambiano a seconda dei periodi dell’anno. Dopo questo periodo affronta una nuova audizione come cantante ed entra in Dreams Factory, uno spettacolo costruito attorno all’idea di una fabbrica dei sogni, con personaggi Disney integrati nella storia. "Dopo 5 anni ho provato una audizione cantanti. Per un paio d’anni ho fatto Dreams Factory." Lo spettacolo viene poi messo in pausa, ma oggi è in fase di rielaborazione.
Dossena è ancora a Disneyland, dove è arrivato all’ottavo anno e sta lavorando al ritorno dello spettacolo, in una versione diversa.